Modelli mentali

I modelli

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Citazione / orientamento

«Tutti i modelli sono sbagliati, ma alcuni sono utili.» George E. P. Box

La storia / il problema

E se il problema non fosse ciò che vedi, ma la mappa con cui lo stai guardando? Londra, estate del 1854. Nel quartiere di Soho l’aria era pesante, le strade erano strette, le case troppo vicine, gli odori difficili da ignorare. Quando il colera cominciò a colpire, molti pensarono ciò che in quel tempo sembrava naturale pensare: doveva essere colpa dell’aria cattiva, dei miasmi, di qualcosa che si respirava nei vicoli sporchi della città. Era un modello mentale potente, antico, quasi intuitivo: se l’odore è cattivo,

Che cosa rende visibile

Lo sketchplanation mostra che un sistema non è solo l’elenco delle sue parti. È il modo in cui quelle parti interagiscono. Da relazioni semplici possono emergere comportamenti complessi e inattesi: crescita, blocchi, oscillazioni, ritardi, effetti collaterali, punti di leva. Per questo guardare solo gli eventi è spesso insufficiente. È come osservare la punta di un iceberg e dimenticare la massa nascosta sotto il livello dell’acqua. Il valore dei modelli di sistema sta nel portarci sotto la superficie. Un buon modello aiuta a individuare i punti di leva, cioè quei piccoli interventi che possono generare grandi effetti. Aiuta anche a riconoscere i modi di comportamento ricorrenti: non solo “che cosa è successo”, ma “quale dinamica lo sta producendo”. In questo senso, un modello non dà solo una risposta. Cambia il tipo di domande che siamo capaci di fare.

Percorsi in cui compare

Fonte editoriale: TdM – Taccuino di Marcia. Questa pagina deriva dal corpus del libro e conserva titolo e formulazioni di base del manoscritto.