Usare l’AI per aumentare (oltre che per diminuire) lo sforzo
Citazione / orientamento
«The purpose of computing is insight, not numbers.» Richard W. Hamming, Numerical Methods for Scientists and Engineers, McGraw-Hill, 1962.
La storia / il problema
Uno degli errori più comuni sull’AI è pensare che serva soprattutto a fare meno fatica. In parte è vero: l’AI può ridurre attrito, accelerare bozze, riassumere materiali, generare alternative, svolgere lavoro ripetitivo. Ma se la usiamo solo per diminuire lo sforzo, rischiamo di diventare più veloci e più superficiali.
Che cosa rende visibile
Lo sketchplanation mostra il modello D.R.A.G. come una forma di pigrizia intelligente. Non la pigrizia di chi evita il lavoro, ma quella di chi protegge la propria energia migliore. L’acronimo indica quattro attività che possono essere delegate, almeno in prima battuta, all’AI: Drafting, Research, Analysis, Grunt Work. Bozze, ricerche iniziali, prime analisi, lavoro ripetitivo o meccanico. Tutto ciò che consuma tempo, produce attrito e spesso non richiede ancora il massimo del nostro giudizio.
Percorsi in cui compare
Fonte editoriale: TdM – Taccuino di Marcia. Questa pagina deriva dal corpus del libro e conserva titolo e formulazioni di base del manoscritto.